Andrea Miccichè: “Un dovere continuare a far percepire ai più giovani l’importanza di fruire della cultura”
“Perché rinunciare a investire nel sostegno alla cultura, in un momento come questo, tra l’altro, in cui le difficoltà legate agli aumenti dell’inflazione costringono le famiglie a sacrificare ulteriormente i consumi? Abolire la 18App vorrebbe dire, secondo noi, scegliere di rallentare la crescita di un comparto fondamentale del Paese”.
Così Andrea Micciché, presidente del NUOVO IMAIE – collecting che si occupa della tutela dei diritti connessi di oltre un milione di Artisti Interpreti ed Esecutori – ha commentato l’emendamento presentato dal Governo alla Legge di Bilancio.
“Da un’indagine ISTAT – prosegue Miccichè – è emerso un quadro a dir poco sconfortante. Solo per fare un esempio, la spesa per cinema, teatri e concerti nel 2021 è stata mediamente di 1 euro e 57 centesimi al mese per famiglia, di contro ai 6 euro e 23 centesimi del 2019. I dati dei consumi rilevati attraverso l’utilizzo della 18App hanno invece certificato come, attraverso questo strumento, i giovani abbiano sostenuto il comparto effettuando l’acquisto di libri, musica, concerti, cinema e teatro.
Le giovani generazioni sono il nostro bene più prezioso, perché solo con il loro attivo contributo potremo continuare a dare futuro alla nostra cultura. E’ giusto ed è un dovere continuare a far percepire l’importanza di fruire della nostra ricchissima offerta culturale offrendo loro strumenti concreti per una adeguata valorizzazione del patrimonio identitario del Paese e per la salvaguardia delle straordinarie professionalità che, a tutti i livelli, proprio intorno alla cultura ruotano e ad essa sono collegate.
18App, secondo noi, va proprio in quella direzione, ed è uno strumento che negli anni ha saputo fare la sua parte nel sostenere un settore già pesantemente penalizzato e su cui le nubi sono ancora dense. Sarebbe un vero peccato farne a meno”.