Roma 10 aprile 2019 – Non si arresta l’avanzata verso l’alto del NUOVOIMAIE. L’Istituto che tutela i diritti degli Artisti Interpreti Esecutori del settore musicale e di quello audiovisivo, infatti, in questi giorni ha tracciato al 2018 un fatturato di circa 36 milioni di Euro. Volendo essere più precisi, negli ultimi cinque anni il fatturato ha superato i 33 milioni di Euro e solo negli ultimi tre ha superato i suddetti 36 milioni.

In totale il NUOVOIMAIE rappresenta 16.493 artisti in Italia e 650.000 all’estero.

Siglati, inoltre, accordi di reciprocità unilaterali e bilaterali, 42 per il settore musicale e 29 per quello audiovisivo con tutela assicurata in cinque continenti.

NUOVOIMAIE gestiste e incassa direttamente dagli utilizzatori di Opere Cinematografiche o Assimilate, l’equo compenso spettante agli artisti del settore audiovisivo rappresentati dall’Istituto. RAI, MEDIASET, LA7, FOX, UNIVIDEO, DISNEY, DISCOVERY, VIACOM ecc. le aziende con le quali sono state siglate intese. Non ultima SKY, il cui accordo è stato sottoscritto a novembre 2018 e distribuito ai nostri artisti già con la ripartizione dei compensi calendarizzata dall’Istituto il 31 gennaio scorso.

NUOVOIMAIE, come detto, non è solo audiovisivo e sono, dunque, da sottolineare anche gli ottimi risultati raggiunti nell’ultimo anno per il settore musicale. Nel 2018, infatti, l’Istituto è riuscito a mettere in ripartizione importi riferiti alla competenza 2016, assottigliando il gap che per molti anni ha penalizzato la categoria e ha raggiunto livelli di individuazione superiori alla media degli anni precedenti.

Importante l’investimento per il settore audiovisivo regolato dai Bandi Art. 7 L. 93/92. Sono, infatti, oltre cinque i milioni di euro stanziati per la realizzazione di cortometraggi, lungometraggi, teatro e formazione.

Il tutto senza dimenticare l’importante attività di sostegno alla categoria artistica mediante erogazione di contributi, sempre ai sensi dell’Art. 7 L. 93/92, per gli attori che nel corso del 2018, a seguito di un infortunio non hanno potuto svolgere la propria professione.