Al fine di adempiere ai propri scopi associativi, tenuto conto del disposto di cui agli artt. 7 L. 93/92 e 7 L. 100/10, il NUOVOIMAIE svolge una funzione mutualistica in favore degli artisti interpreti o esecutori. Come noto, le risorse da destinare alle finalità di cui all’art. 7 derivano dai compensi relativi ai diritti non esercitati (art. 5 – comma 5, art. 6 – comma 5, L. 93/92), dai compensi di cui non sono individuabili i titolari (art. 7 – comma 1, L. 93/92) e dalla quota del 50% del compenso spettante agli artisti interpreti o esecutori per copia privata video (art. 71-octies – comma 3, LdA 22 aprile 1941, n.633 ).

Per il settore musicale, il fondo art. 7 è quindi costituito dai compensi in cui gli artisti aventi diritto non sono individuabili, ovvero dai compensi non riscossi dai titolari aventi diritto. Gli artisti interpreti o esecutori o i loro aventi causa hanno diritto di riscuotere i compensi ad essi spettanti entro 3 anni dalla pubblicazione dei nominativi degli aventi diritto sul sito web del NUOVOIMAIE: trascorso tale termine, le somme relative ai diritti non esercitati sono utilizzate per le attività e le finalità di cui all’articolo 7. Tuttavia, proprio in considerazione della sua recente costituzione, il NUOVOIMAIE non ha in questo momento fondi disponibili per la promozione e il sostegno degli artisti del settore musicale. Per il settore audiovisivo, il fondo da destinare per le attività e le finalità dell’art. 7 è già disponibile, in quanto costituito dal 50% delle somme di copia privata video che il NUOVOIMAIE ha incassato da SIAE, con competenza dal 14 luglio 2009 al 31 dicembre 2011. Proprio perché incassate in regime ante-liberalizzazione, si tratta di somme che l’Istituto deve destinare a vantaggio dell’intera categoria degli artisti interpreti o esecutori e non solamente dei propri associati e/o mandanti. Anche per questa ragione, il NUOVOIMAIE ha ritenuto opportuno procedere ad un sondaggio informale, al fine di adottare un Regolamento che tenga conto delle aspettative degli artisti associati o meno del settore audiovisivo.

I Comitati Audio e Video del NUOVOIMAIE hanno elaborato il Regolamento art. 7 L. 93/92, poi approvato dal Consiglio di Amministrazione. Solo a seguito del parere favorevole sul Regolamento art. 7 da parte delle Autorità vigilanti, sarà emanato il primo bando di promozione e sostegno del NUOVOIMAIE per il settore audiovisivo, tanto atteso dagli artisti. L’ultimo bando del vecchio istituto risale infatti all’anno 2007.

L’Art. 7 post liberalizzazione e l’emanazione del decreto di riordino del diritto connesso La recente liberalizzazione della gestione dei diritti connessi, pone a grave rischio il diritto al sostegno professionale e alla promozione delle attività di cui all’art. 7 degli artisti interpreti o esecutori. Lo conferma il contenuto del decreto di riordino del diritto connesso del 17 gennaio 2014, nei passaggi relativi alla gestione della copia privata e dell’art.7. L’art. 3, comma 3, del decreto di riordino dispone che la copia privata audio e la copia privata video siano attribuite a ciascuno dei soggetti intermediari dei diritti degli artisti interpreti o esecutori in misura percentuale rapportata, separatamente per il settore audio e per il settore video, all’ammontare dei diritti amministrati da ciascun soggetto intermediario. La frammentazione delle somme di copia privata tra tutti i soggetti intermediari è il primo ma decisivo passaggio per la cancellazione dei fondi art. 7. Ancora più esplicito, a tal proposito, è l’art. 7 (Rinvio) del decreto, che recita testualmente “Con successivi decreti, da adottarsi ai sensi dell’art. 7, comma 1, del decreto-legge 30 aprile 2010, n. 64, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 giugno 2010, n. 100, si procederà al riordino delle tematiche relative alla materia del diritto connesso non disciplinate nel presente decreto e all’aggiornamento delle disposizioni di cui al presente decreto”. Come disposto dal decreto di riordino, ogni soggetto intermediario rappresenta esclusivamente i propri mandanti; di conseguenza, non è affatto chiaro come e a chi saranno versate le somme che dovrebbero essere destinate al sostegno professionale degli artisti interpreti o esecutori. Questa è la carenza più evidente del decreto, che rinvia a data da definirsi una delle questioni più sentite dagli artisti, una temporanea e speriamo non definitiva negazione di un diritto sancito dalla legge.