DDL CONCORRENZA, L’ITALIA CAMBIA MUSICA: MODIFICATA LA LEGGE SUL DIRITTO D’AUTORE PER DARE MAGGIORI DIRITTI AGLI ARTISTI

Il mondo della musica esprime grande soddisfazione per l’approvazione del DDL Concorrenza: con la modifica dell’articolo 73 della Legge sul Diritto d’Autore, presente nel disegno di legge del Governo, finalmente viene attribuito anche agli artisti del settore musicale il diritto di negoziare e incassare i propri diritti connessi, come è già previsto per il settore audiovisivo.

E’ definitivamente scardinato così il sistema che attribuiva al solo produttore discografico il diritto di negoziare e riscuotere interamente l’equo compenso (che però spetta al 50% agli artisti), derivante dall’utilizzazione dei fonogrammi.

La nuova norma prevede inoltre l’invalidità del patto con cui l’artista rinunciava al proprio diritto, pratica molto diffusa soprattutto con i giovani musicisti e interpreti.

Il NUOVOIMAIE, l’Istituto che tutela i diritti degli artisti interpreti ed esecutori, ha fortemente sostenuto e appoggiato la modifica normativa perché equipara l’Italia agli altri paesi europei, dove gli artisti non sono esclusi dalla trattativa sull’equo compenso che gli spetta. Un intervento necessario per modificare una norma penalizzante per il settore musicale oltre che contraddittoria rispetto al libero mercato.

Siamo dinanzi ad una svolta epocale per il settore dell’intermediazione dei diritti connessi degli artisti del settore musicale” dichiara il Presidente del NUOVOIMAIE Andrea Miccichè. Dopo oltre 40 anni, gli artisti della musica saranno liberi di negoziare il proprio equo compenso senza essere subordinati all’operato e alle decisioni dei produttori”.

“Naturalmente – aggiunge Miccichè – dobbiamo evitare che il settore sia penalizzato a causa dell’ulteriore frammentazione dei soggetti deputati a negoziare e incassare l’equo compenso. Già stiamo lavorando per condividere, insieme ai produttori, tutte le attività necessarie a rafforzare la tutela dei diritti connessi, promuovendo strategie e iniziative comuni, in linea con il mercato liberalizzato”.

Anche gli artisti fanno sentire la loro voce.

DODI BATTAGLIA: Il lavoro degli artisti interpreti esecutori del settore musicale in Italia finalmente è equiparato a quello dei colleghi attori e di tutti gli artisti europei  ed extraeuropei. Uno degli obiettivi che mi sono dato quando accettai l’incarico di portavoce degli artisti della musica per il Nuovo IMAIE è stato proprio quello di mettere a disposizione la mia esperienza e la mia carriera artistica per migliorare le condizioni di lavoro di tutti i musicisti. Questa importante modifica legislativa rappresenta un concreto passo avanti in questa direzione”.

SILVIA SALEMI: Era ora! Finalmente il nostro paese si mette in linea con l’Europa. Erano 40 anni che noi artisti musicali aspettavamo questo momento. Ed era tutta italiana l’idea che un artista non è in grado di provvedere alla raccolta dei diritti e sia tenuto per legge a mettere tutto in mano ai produttori. Un grazie al Governo ed al nostro Parlamento”.

DANIELE SILVESTRI: Penso ai giovani artisti. Penso al primo contratto discografico in cui l’artista, pur di far pubblicare il proprio brano, è disposto a cedere e rinunciare a tutto. Ecco, questa legge vieta la cessione del diritto connesso. Ed è un grande passo avanti”.

TOMMASO ZANELLO – PIOTTA: Sono contento per me e per tutta la categoria. Sono contento per quel giovane collega che è alla prime armi e che ora potrà godere del frutto del suo lavoro. E’ una bella novità e un’altra bella occasione per festeggiare la musica italiana”.

MARCO MASINI: Da artista e fondatore del Nuovo IMAIE non posso che accogliere con  grande soddisfazione la legge oggi approvata. La carriera di un artista è per antonomasia precaria. Avere certezza dei propri diritto è importante. Questo è un bel passo avanti”.

GIANLUCA GRIGNANI: E’ un giorno importante per la musica italiana. Finalmente anche i musicisti avranno il diritto di gestire i propri compensi. E penso a tutti gli artisti: anche a quelli meno fortunati, che hanno nei diritti il loro sostentamento.

ENRICO RUGGERI: “Troppi artisti, soprattutto dopo il primo contratto firmato, hanno pagato a caro prezzo il loro entusiasmo e la fiducia riposta nelle loro controparti.  Questa svolta potrà renderli più autonomi economicamente e, di conseguenza, artisticamente.”

ERMAL META: “Finalmente è concessa dignità ai musicisti, a chi fa del proprio talento un lavoro. Possiamo predire il futuro senza doverlo inventare.

PAOLO BELLI: La musica è passione e creatività. La musica è lavoro. Questa norma riconosce l’importanza della nostra professione attribuendo a tutti i cantanti e musicisti la libertà di gestire i propri diritti. Si tratta di un intervento fondamentale per difendere il futuro di tanti giovani musicisti.”

ARISA:Non sempre il talento è sufficiente, per vivere di musica è necessario avere certezza dei propri diritti. Mi unisco al coro dei colleghi nell’esprimere la mia soddisfazione per questa importante conquista per i musicisti.

Roma, 3 agosto 2017