DIRITTI CONNESSI. RISOLUZIONE DELLA COMMISSIONE DEL SENATO: “UNA SCELTA EQUILIBRATA”

L’intervento della 7° Commissione del Senato ha esaminato la situazione dei diritti connessi per artisti, interpreti e esecutori, approvando una risoluzione che pone alla base una serie di questioni fondamentali: la liquidazione del vecchio Imaie, l’approvazione del decreto interministeriale di riordino, il controllo delle prospettive occupazionali dei dipendenti del Nuovo IMAIE.

“Si tratta di una risoluzione molto equilibrata, che contiene riflessioni in larga parte condivisibili; peraltro, per molti versi, fa proprie istanze e posizioni già evidenziate dall’Istituto e, dunque, anche di questo non possiamo che rallegrarci. Sono particolarmente da apprezzare i chiarimenti sulla portata e sui limiti della liberalizzazione e l’invito al governo ad ntervenire in una materia devastata da una legge troppo frettolosamente redatta” dichiara Andrea Miccichè, Presidente di Nuovo IMAIE.

“Un ulteriore elemento positivo, – continua Miccichè – è che la Commissione cultura del Senato ha chiarito che con la liberalizzazione il legislatore ha inteso attribuire all’artista e non al produttore discografico il diritto di scelta di quale sia il mandatario dell’artista stesso, cui il produttore discografico deve elargire i propri compensi: si tratta della posizione da sempre caldeggiata da Nuovo IMAIE ed è proprio sulla scorta di tale posizione che l’istituto ha adito la magistratura, posto che il principale competitor musicale dell’Istituto aveva sostenuto un teorema esattamente opposto, finendo, così, col premiare i produttori”.

Inoltre il presidente di Nuovo IMAIE sottolinea come la Commissione abbia ribadito che: “sino a modifica legislativa l’Istituto si trova a coprire ancora un ruolo pubblicistico, stante la vigilanza pubblica in capo all’Istituto che ancora permane: il ruolo pubblicistico dell’Istituto e la necessità di un intervento legislativo con una norma primaria sono argomenti da sempre sostenuti dal Nuovo IMAIE”.

La Commissione poi ha ritenuto che la strada da percorrere per evitare la paralisi del settore porti alla creazione di un consorzio, che detenga la banca dati e provveda alla ripartizione dei compensi a favore delle singole collecting, sulla base della rappresentatività. “Anche qui, si tratta esattamente della nostra posizione – precisa Miccichè – il nostro Istituto ha già invitato per il prossimo 10 aprile tutti i nostri competitor per una riunione, a porte aperte, finalizzata a verificare se sussistono le condizioni per la creazione di un consorzio su base volontaria”.